Fruttati

Il fruttato di nicchia non ha nulla della caramella adolescenziale che il termine evoca nella profumeria commerciale. Qui il frutto è materia adulta: fico verde con la sua linfa amara, pesca vellutata su legni, prugna scura affondata nel rum, frutti rossi acidulati dal ribes. Le maison artistiche trattano il frutto come un colore pieno, da dosare con intelligenza pittorica.

Come scegliere un fruttato

Orientatevi sul registro del frutto. I fruttati verdi — fico, pera, mela acerba — sono i più freschi e vestibili, perfetti anche d'estate. I fruttati vellutati — pesca, albicocca, spesso via osmanto — hanno una sensualità morbida e discreta. I fruttati scuri — prugna, ciliegia, frutti maceri — vivono di sera, spesso sposati a mandorla, liquori o legni. I frutti rossi aciduli danno brillantezza e sono il ponte più naturale verso i floreali.

La chiave è il contrappunto: un frutto ben scritto è sempre sostenuto da qualcosa che ne asciuga lo zucchero — legni, tè, muschi, spezie.

Domande frequenti

I fruttati sono profumi giovani?

Il fruttato commerciale forse; quello artistico no. Un fico su legno di cedro o una prugna su tabacco sono composizioni di piena maturità olfattiva.

Un fruttato può essere unisex?

Molti lo sono per natura: il fico è il caso più celebre, ma anche pera, mela verde e frutti scuri su legni vengono portati indistintamente.

Che stagione preferiscono?

I verdi amano l'estate, gli scuri l'inverno, i vellutati le mezze stagioni: è una famiglia che copre l'intero anno, scegliendo il registro giusto.

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